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Ricette dolci e salate, pasticceria e lievitati della tradizione

Un tagliere di legno rustico con ingredienti da forno sparsi — farina setacciata, uova fresche, un mattarello e rametti di rosmarino, toni caldi e naturali
Focaccia con feta, asparagi e pomodorini, dorata e fragrante
Fusilli con salsiccia e crema al tartufo nero, piatto ricco e avvolgente

Frittelle di baccalà per la Vigilia, croccanti e dorate

Le frittelle di baccalà per la Vigilia sono uno di quei piatti che profumano subito di casa, di olio caldo e di attesa. Dorate fuori, morbide dentro e ricche del sapore inconfondibile del merluzzo salato, portano in tavola una preparazione semplice ma piena di memoria.

In molte famiglie vengono servite come antipasto del cenone, insieme a verdure pastellate, olive, crostini e altri piatti di magro. La ricetta cambia leggermente da regione a regione: c’è chi aggiunge prezzemolo, chi preferisce una pastella più sottile e chi incorpora una patata lessa per ottenere un impasto soffice.

Il segreto sta nella dissalatura accurata, nella consistenza della pastella e nella temperatura dell’olio. Con pochi accorgimenti si possono preparare frittelle leggere al morso, ben gonfie e capaci di mantenere il loro cuore tenero fino al momento di essere servite.

Il baccalà giusto e la dissalatura

Per questa ricetta si può usare baccalà già ammollato, più pratico, oppure un filetto ancora sotto sale. Nel secondo caso è necessario sciacquarlo sotto l’acqua corrente e lasciarlo immerso in una ciotola colma d’acqua fredda per circa 36-48 ore, cambiando l’acqua più volte durante la giornata.

Il pesce deve rimanere sempre in frigorifero, con la pelle rivolta verso l’alto se il filetto è ancora intero. Prima di utilizzarlo, va scolato e tamponato con cura. Un baccalà troppo umido renderebbe l’impasto acquoso, mentre una dissalatura incompleta lascerebbe un sapore eccessivamente intenso.

Dopo la cottura in acqua appena sobbollente, il filetto va privato della pelle e delle eventuali lische. È preferibile sfaldarlo con le mani o con una forchetta, senza ridurlo in crema: i piccoli fiocchi di pesce rendono ogni frittella più gustosa.

Una pastella soffice e profumata

La base può essere preparata con farina, acqua frizzante fredda e lievito istantaneo per preparazioni salate. L’acqua gassata aiuta a ottenere una consistenza più ariosa, mentre il riposo di pochi minuti permette alla farina di idratarsi in modo uniforme.

Per circa quattro persone servono 300 g di baccalà già dissalato e cotto, 180 g di farina, 150 ml circa di acqua frizzante, un cucchiaino di lievito istantaneo, uno spicchio d’aglio facoltativo, prezzemolo tritato, pepe e olio di semi per friggere. Il sale va aggiunto con prudenza, perché il pesce conserva spesso una naturale sapidità.

La pastella deve risultare densa, ma non compatta: sollevandola con il cucchiaio deve cadere lentamente. Dopo aver incorporato il baccalà, il prezzemolo e gli aromi, è utile lasciarla riposare per 15-20 minuti. Se appare troppo liquida, si può aggiungere poca farina; se è troppo asciutta, basta un cucchiaio d’acqua.

La frittura che fa la differenza

L’olio deve essere abbondante e raggiungere circa 170-175 °C. Un termometro da cucina rende il controllo più semplice, ma si può anche immergere una piccola goccia di pastella: se sale in superficie circondata da bollicine, senza scurire subito, la temperatura è corretta.

Con due cucchiai leggermente unti si prelevano piccole porzioni di composto e si lasciano scivolare nell’olio. È importante non riempire troppo la padella, perché la temperatura diminuirebbe e le frittelle assorbirebbero grasso.

La cottura richiede in genere 3-4 minuti, con una girata a metà del tempo. Quando sono gonfie e ambrate, si scolano su carta per fritti o su una griglia appoggiata sopra una teglia. La griglia conserva meglio la croccantezza, evitando che la parte inferiore resti a contatto con l’olio.

Varianti regionali e abbinamenti

Una versione più morbida prevede l’aggiunta di una piccola patata lessa schiacciata. L’impasto diventa più consistente e delicato, ideale per chi ama frittelle dalla mollica soffice. In alcune preparazioni si usa anche un pizzico di peperoncino, mentre la scorza grattugiata di limone dona freschezza e alleggerisce il gusto del pesce.

Chi desidera una pastella senza uova può seguire la versione base con acqua frizzante. Per una variante più ricca si può sostituire parte dell’acqua con birra chiara fredda, ottenendo un involucro croccante e aromatico. L’importante è friggere subito dopo il riposo e non preparare porzioni troppo grandi.

Le frittelle di baccalà stanno bene con un’insalata di finocchi e arance, con verdure sott’aceto o con una salsa fresca allo yogurt. Per completare il menu della Vigilia con un dolce profumato agli agrumi, si può portare in tavola anche questo Bundt cake al limone, soffice e decorativo senza risultare pesante.

Aspetto Indicazione utile
Baccalà 300 g già dissalato e cotto
Farina Circa 180 g, da regolare in base all’umidità
Liquido Acqua frizzante fredda, circa 150 ml
Lievito Un cucchiaino di lievito istantaneo salato
Riposo 15-20 minuti prima della frittura
Temperatura 170-175 °C
Cottura 3-4 minuti, girando una volta
Servizio Calde, appena scolate e leggermente pepate

Prepararle in anticipo e servirle bene

La pastella può essere assemblata con qualche ora di anticipo, ma è meglio aggiungere il lievito poco prima della cottura se si desidera una consistenza particolarmente gonfia. Il baccalà cotto, invece, può essere preparato il giorno prima e conservato in frigorifero, ben coperto.

Una volta fritte, le frittelle sono più buone appena fatte. Se occorre mantenerle calde, vanno sistemate su una teglia senza sovrapporle e tenute in forno a 90-100 °C per poco tempo. Il microonde è da evitare, perché rende la superficie molle.

Per una presentazione festiva si possono disporre su un piatto ampio rivestito con carta paglia, accompagnandole con spicchi di limone e rametti di prezzemolo. Devono restare protagoniste: pochi elementi intorno valorizzano il colore dorato e invitano a servirle ancora calde.

Consigli per una Vigilia senza sprechi

Il baccalà avanzato può diventare il ripieno di crocchette, una crema per crostini o un condimento per la pasta. Anche qualche frittella rimasta può essere spezzettata e aggiunta a un’insalata tiepida di patate, purché venga riscaldata brevemente in forno per recuperare parte della croccantezza.

Per organizzare meglio il lavoro, conviene pesare tutti gli ingredienti, predisporre una pentola capiente e preparare in anticipo il piatto per lo sgocciolamento. La frittura sarà così più ordinata e si potrà mangiare insieme agli ospiti senza trascorrere tutta la serata ai fornelli.

  • Dissalare il baccalà con pazienza e assaggiarlo prima di salare la pastella.
  • Usare acqua frizzante fredda per un involucro più leggero.
  • Friggere poche frittelle alla volta, mantenendo stabile la temperatura.
  • Creare porzioni piccole e regolari, così cuoceranno fino al centro.
  • Servire il fritto appena pronto con limone e contorni freschi.

Anche il dessert può seguire il filo delle ricette di famiglia e delle feste italiane. Quando si desidera alternare il pesce fritto a un dolce tradizionale, le zeppole di San Giuseppe offrono un’idea golosa, fragrante e adatta a essere preparata con cura nei giorni di festa.

Porta in tavola queste frittelle ancora calde, raccogli i profumi della cucina e lascia che la semplicità del baccalà diventi uno dei ricordi più belli della tua Vigilia.

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Chi c'è dietro il blog

Ros Rutigliano

Rosa, per gli amici Ros, pugliese nell'anima e nei ricordi. Si descrive come un'eterna Peter Pan, cancerina, dolce, malinconica, sentimentale, sognatrice e profondamente legata alla famiglia. Appassionata di cucina e fotografia, ha raccolto in questo blog un archivio di ricette casalinghe corredate dalle sue fotografie.

Il suo portfolio fotografico è su rosarutigliano.com. Potete seguirla anche su Instagram come @rosrutigliano, su Facebook alla pagina Ricordi e Tradizioni, su Twitter @RicordiT e su Pinterest ricordit.

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